Il diario di Adamo ed Eva

Posted on 18 luglio 2009

Adamo_ed_EvaScrive lei nel suo diario: “Per tutta la mattina ho lavorato a migliorare la proprietà e mi sono tenuta lontana da lui di proposito, nella speranza che sentendosi solo sarebbe venuto da me. Ma non è venuto” e ancora “ho raccolto dei fiori, ma lui non è venuto. Non importa. Sarebbe stato comunque peggio perché a lui i fiori non interessano. Dice che sono robaccia e non riesce a distinguerli l’uno dall’altro, credendo così di mostrarsi superiore…”
Scrive lui: “Ha preso con sé un serpente. Gli altri animali sono contenti, perché li tormentava di continuo; anch’io sono contento, perché il serpente parla, e questo mi permette di riposarmi”. A sfogarsi non una coppia qualunque, bensì la prima coppia, quella per eccellenza: Adamo ed Eva, secondo Mark Twain. Lo scrittore americano ci dice che le diversità tra uomo e donna sono realmente innate e insanabili, ma anche che idiosincrasie, difetti e manie di entrambi altro non sono che un portentoso fuoco sempre acceso che si alimenta con l’amore. La prova? L’epigrafe che Adamo fa apporre sul sepolcro della moglie: “Dovunque era lei, là era l’Eden. Adamo”.

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