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L’entrata in chiesa

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pajesGli sposi sono gia pronti nelle loro case. La sposa ha atteso alle varie superstizioni: indossa qualcosa di nuovo, di vecchio, di prestato e di blu; lo sposo, dal canto suo, non ha mai visto l’abito della sua futura moglie. Lo sposo arriverà in chiesa con sua madre e dovrà farlo almeno venti minuti prima dell’ora stabilita per l’inizio della celebrazione: potrà così ricevere e salutare con calma tutti gli invitati. Come tradizione impone la sposa giungerà più tardi, ma non troppo: ritardi prolungati mettono ansia allo sposo e possono far spazientire prete e ospiti. Per l’entrata in chiesa esistono due tipi di “protocollo”. Una è la “comitiva”: si forma una sorta di processione che cammina al ritmo della musica, aperta dalle damigelle d’onore (se ci sono), seguita dalla sposa al braccio sinistro del padre, i paggetti, lo sposo con la madre, la madre della sposa e il padre dello sposo, i testimoni, i parenti e quindi tutti gli altri invitati. Oppure: lo sposo aspetta all’altare. Precedentemente egli è entrato in chiesa con la madre, senza musica e si è posizionato di fronte all’altare e la madre si è collocata alla sua sinistra. Gli invitati erano già in chiesa; attacca la musica e dopo un po’ la sposa fa la sua entrata trionfale al braccio sinistro del papà. I paggetti possono stare dietro o davanti, anche se la seconda opzione è da preferire: meglio tenerli d’occhio! Esistono poi delle variazioni possibili per entrambi i casi: nella “formazione” a comitiva, il sacerdote può aprire la processione o aspettare tutti all’altare; nel secondo caso, qualcuno che non sia la madre dello sposo può accompagnare quest’ultimo all’altare. Una variazione molto elegante riguarda la sposa accompagnata dal padre. Invece di camminare una sotto il braccio dell’altro si può fare in questo modo: la sposa regge con entrambe le mani il bouquet e il padre le poserà la mano sinistra sul braccio destro, tra il polso e il gomito. La sposa sarà più avanti del padre di un passo e il loro camminare sarà comunque coordinato e a tempo. Giunti all’altare il padre prende la mano della sposa e la “affida” alla mano del futuro marito, pronunciando, se lo vuole, alcune parole di auguri e benedizione. È a questo punto che, se la sposa porta il velo davanti al volto, lo sposo deve toglierglielo e baciarle la fronte. Quale che sia la forma con la quale si arriverà all’altare la posizione di sposi e testimoni sarà la seguente: lo sposo, alla sua sinistra la sposa, e i loro familiari più stretti ai lati. Anche i testimoni si posizionano ai lati, anche se in alcuni matrimoni sono notevolmente distaccati e hanno accanto il proprio consorte, lasciando così la coppia al centro in evidenza, da sola. Nella maggioranza dei casi, sposi e testimoni danno le spalle agli invitati; per ovviare a tale inconveniente gli sposi e i testimoni dovrebbero cercare di posizionarsi il più possibile di profilo rispetto ad un lato dell’altare, ma purtroppo questo non è sempre possibile.

Damigelle d’onore

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le damigelle donore

le damigelle d'onore

Il giorno del matrimonio, soprattutto per una donna è molto importante e tante vorrebbero condividere la gioia di quei momenti con le persone più care. Succede però che una “serie di privilegi” vengano concessi solo ai testimoni di nozze, i quali solitamente non superano il numero di due a persona. Per questo, anche in Italia, sta prendendo piede una “moda” tutta anglosassone, tante volte vista nei film statunitensi: quella delle damigelle d’onore. Sorelle, cugine, amiche del cuore… che hanno così la possibilità di partecipare in maniera più attiva al fatidico giorno. Le regole da osservare sono poche e in realtà non si tratta di rigide imposizioni (anche se è sempre meglio farne menzione prima a chi officierà la cerimonia) quanto di tradizioni e usanze. Se le damigelle sono in numero pari (massimo otto) possono entrare in chiesa a coppie, altrimenti potranno disporsi in modo che una sola apra il corteo e le altre seguano in due.

Per quanto riguarda gli abiti è d’uopo che sia la sposa a sceglierne il colore e la foggia. La scelta del colore verte quasi sempre su tonalità pastello; bandite le tinte scure e, ovviamente, il bianco. Lo stile invece dovrebbe seguire quello eletto dalla sposa per il suo, onde evitare bizzarre “stonature”. È comunque sconsigliabile far indossare alle damigelle lo stesso abito, perché difficilmente esso potrebbe donare a tutte. Le damigelle, quindi, accolte le indicazioni della sposa, acquisteranno i vestiti (magari nello stesso negozio o dello stesso stilista) e potranno poi scegliere un accessorio comune a tutte, come una stola di un colore particolare, un paio di scarpe originali o ad anche un semplice fiore da accomodare nell’acconciatura.