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Poche regole per un matrimonio perfetto

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bodaPremesso che siamo coscienti del fatto che il 2010 è alle porte e che oggi esistono molti meno vincoli legati all’etichetta, al bon ton e simili, forse non è però sbagliato dare qualche suggerimento in merito a ciò che è bene fare ad un matrimonio, e in particolare al proprio. Ad esempio, dovebbero essere bandite le “mezze misure”: il velo della sposa sia lunghissimo o viceversa molto corto, la lunghezza media davvero non va. Anche per il colore è meglio optare per un colore deciso: e se bianco deve essere che bianco sia, senza lasciarsi affascinare da inserti e accessori in altre tonalità, anche se si è in seconde nozze. Stesso discorso anche per l’uomo: l’abito dello sposo è bene che sia scuro, o se si decide di essere eccentrici, allora anche il bianco andrà bene. Inoltre, lui non commetta l’errore di indossare il tight se la cerimonia è di sera o lo smoking se invece si tratta di un matrimonio di giorno. Ancora, il signor sposo potrà indossare un orologio, a patto che questo sia di platino e che… non lo guardi in continuazione… qualche invitato potrebbe offendersi! Un fiore all’occhiello va sempre bene e se lo stesso fiore lo indossano anche gli altri uomini presenti, possiamo affermare con certezza che l’etichetta, questa volta, è stata rispettata. Le “regole” per lei sono molto più numerose: a partire dal bouquet per finire con alcune tradizioni assolutamente da bandire. I fiori del bouquet, ad esempio, devono avere al massimo due tonalità, onde evitare uno spiacevole effetto cromatico, troppo vistoso. Quest’ultimo poi non deve essere del tipo “a cascata” se la sposa non è molto alta, e viceversa troppo minuto se lei è dotata di qualche centimetro in più! La lingerie deve essere il più possibile “fasciante” e non avere troppi pizzi e merletti: il rischio è che si intravedano sotto il vestito, cosa per niente piacevole. Anche per quanto riguarda il trucco, è giusto che questo sia poco marcato; al massimo si può dare un po’ più di risalto al contorno degli occhi, ma rossetti od ombretti troppo forti sono davvero fuori luogo; per non parlare poi degli smalti per unghie dai colori “shocking”… Toni soft sono raccomandati anche per il profumo e per i collant. Infine, il lancio della
giarrettiera; guai a proporlo: gli amanti del bon ton ne sarebbero inorriditi…

Tutti a tavola!

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mesa-para-fiesta-123Scegliere la disposizione degli invitati a tavola è un’incombenza molto importante che non deve lasciare niente al caso, anzi, deve essere pianificata al dettaglio. Bisognerà dedicarvi molto tempo, ma dall’impegno profusovi dipenderà un buon risultato. Per cominciare è necessario chiudere in tempo la lista degli invitati per evitare sorprese dell’ultima ora che rovineranno tutta la sistemazione. Pertanto, anche a costo di essere insistenti, bisogna chiedere a parenti e amici dubbiosi di affrettarsi il più possibile a dare una risposta. E, “la storia insegna”, che anche così spesso ci si ritroverà con qualche invitato in meno o in più! Una volta chiusa la lista, bisogna studiare una strategia per la disposizione dei posti. Si divideranno gli invitati in diversi gruppi tra familiari e amici, giovani e anziani, più simpatici e più “musoni”. A questo punto gli sposi dovranno sapientemente miscelare i propri ospiti, in modo che essi non si annoino troppo o che non siano costretti a trascorrere la giornata con persone troppo distanti per età o atteggiamenti. L’ideale è che la tavola sia rotonda e non troppo grande, per sei, massimo dieci persone; ciò naturalmente dipende dal ristorante. Una situazione maggiormente raccolta permetterà a tutti i convitati dello stesso tavolo di interagire tra loro, non dovendosi limitare nessuno a chiacchierare con le sole persone ai lati. L’etichetta imporrebbe che all’importanza dell’invitato corrisponda la vicinanza al tavolo degli sposi: naturalmente questo punto suole essere motivo di polemica tra i vari familiari i quali, posizionati troppo lontani potrebbero sentirsi discriminati. Se non è possibile accontentare tutti, allora si dovrà spiegare, durante il ricevimento, ai diretti interessati il motivo per il quale si è scelta quella collocazione. Altra “regola” vuole che si alternino tavoli con persone divertenti e giocherellone con altri occupati da invitati un po’ più seri: l’allegria dovrebbe contagiare man mano tutti! D’altra parte è anche vero che se gli sposi desiderano un ricevimento formale è bene che frenino le intemperanze dei soliti amici: se questi ultimi sono davvero tali non ne avranno sicuramente a male. I tavoli rettangolari sono più complicati per la disposizione: a questo punto si può semplicemente segnare su un classico cartoncino i nomi e collocarlo al centro della tavola: ognuno poi sceglierà dove sedersi. Lo spazio tra un tavolo e l’altro è bene che non sia troppo stretto per facilitare la circolazione; ma è anche importante che non ci sia un’eccessiva distanza tra essi: si rischia di dare a tutto l’ambiente un’aria troppo seria e distaccata. Scambiare qualche chiacchiera anche con l’invitato al tavolo accanto può risultare piacevole e contribuisce a conferire un’aria di festa e di gioia. Infine, se gli sposi hanno amiche o amici che desiderano vedere finalmente “accoppiati” e hanno anche già pensato ad un possibile candidato, niente di meglio che invitarli a sedere uno accanto all’altra. Si dice infatti che se ad un matrimonio due persone si conoscono e a loro volta convolano a nozze, le unioni di entrambe le coppie saranno felici e prospere per sempre.

L’entrata in chiesa

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pajesGli sposi sono gia pronti nelle loro case. La sposa ha atteso alle varie superstizioni: indossa qualcosa di nuovo, di vecchio, di prestato e di blu; lo sposo, dal canto suo, non ha mai visto l’abito della sua futura moglie. Lo sposo arriverà in chiesa con sua madre e dovrà farlo almeno venti minuti prima dell’ora stabilita per l’inizio della celebrazione: potrà così ricevere e salutare con calma tutti gli invitati. Come tradizione impone la sposa giungerà più tardi, ma non troppo: ritardi prolungati mettono ansia allo sposo e possono far spazientire prete e ospiti. Per l’entrata in chiesa esistono due tipi di “protocollo”. Una è la “comitiva”: si forma una sorta di processione che cammina al ritmo della musica, aperta dalle damigelle d’onore (se ci sono), seguita dalla sposa al braccio sinistro del padre, i paggetti, lo sposo con la madre, la madre della sposa e il padre dello sposo, i testimoni, i parenti e quindi tutti gli altri invitati. Oppure: lo sposo aspetta all’altare. Precedentemente egli è entrato in chiesa con la madre, senza musica e si è posizionato di fronte all’altare e la madre si è collocata alla sua sinistra. Gli invitati erano già in chiesa; attacca la musica e dopo un po’ la sposa fa la sua entrata trionfale al braccio sinistro del papà. I paggetti possono stare dietro o davanti, anche se la seconda opzione è da preferire: meglio tenerli d’occhio! Esistono poi delle variazioni possibili per entrambi i casi: nella “formazione” a comitiva, il sacerdote può aprire la processione o aspettare tutti all’altare; nel secondo caso, qualcuno che non sia la madre dello sposo può accompagnare quest’ultimo all’altare. Una variazione molto elegante riguarda la sposa accompagnata dal padre. Invece di camminare una sotto il braccio dell’altro si può fare in questo modo: la sposa regge con entrambe le mani il bouquet e il padre le poserà la mano sinistra sul braccio destro, tra il polso e il gomito. La sposa sarà più avanti del padre di un passo e il loro camminare sarà comunque coordinato e a tempo. Giunti all’altare il padre prende la mano della sposa e la “affida” alla mano del futuro marito, pronunciando, se lo vuole, alcune parole di auguri e benedizione. È a questo punto che, se la sposa porta il velo davanti al volto, lo sposo deve toglierglielo e baciarle la fronte. Quale che sia la forma con la quale si arriverà all’altare la posizione di sposi e testimoni sarà la seguente: lo sposo, alla sua sinistra la sposa, e i loro familiari più stretti ai lati. Anche i testimoni si posizionano ai lati, anche se in alcuni matrimoni sono notevolmente distaccati e hanno accanto il proprio consorte, lasciando così la coppia al centro in evidenza, da sola. Nella maggioranza dei casi, sposi e testimoni danno le spalle agli invitati; per ovviare a tale inconveniente gli sposi e i testimoni dovrebbero cercare di posizionarsi il più possibile di profilo rispetto ad un lato dell’altare, ma purtroppo questo non è sempre possibile.