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Scegliere la chiesa a Napoli

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SantaChiaraPrima di fissare la data delle nozze, è essenziale confermare la disponibilità della chiesa: andiamo perciò alla ricerca della chiesa tanto sognata. Laddove non si voglia celebrare il proprio matrimonio nella parrocchia di appartenenza (solitamente quella della sposa), allora le alternative sono davvero tante, a Napoli soprattutto. Ci sono chiese con elementi romanici, gotici, rinascimentali, dalle linee essenziali e al tempo stesso imponenti come la Chiesa di santa Chiara o quella di Sant’Eligio, presso la Piazza del Mercato. Ma Napoli è soprattutto famosa per le costruzioni barocche come la Chiesa del Gesù Nuovo, sita nell’omonima piazza, e che lascia un ricordo davvero indelebile in chi la visita. Ori, marmi finemente lavorati, stucchi dorati, imponenti tele e una meravigliosa cupola fanno della Chiesa del Gesù Nuovo un luogo stupendo. Anche la vicina Chiesa di san Domenico Maggiore, dalla famosa quanto scenografica scalinata che dà sulla piazza con l’obelisco, è un’opzione da prendere in considerazione. Resta inteso, naturalmente che non è la bellezza o l’importanza storica di una chiesa a rendere bello e speciale un matrimonio, ma in alcuni casi può aiutare a creare un’atmosfera particolare… In ogni caso è bene cominciare a contattare il parroco della chiesa designata un anno (se si tratta di luoghi “gettonati”) o qualche mese prima (per tutte le altre). Oltre alla piacevolezza del luogo, inoltre, gli sposi dovranno tenere in conto anche dell’altro: la vicinanza o meno della chiesa alla casa degli sposi, la spesa richiesta per i vari servizi, lo spazio sia per gli invitati che per il coro, eventuali limitazioni imposte dal parroco per le riprese fotografiche e la presenza di un parcheggio.

Profumo di matrimonio

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profumo sposaDa sempre, fragranze e rituali religiosi sono andati di pari passo. L’eterna combinazione di aromi e cerimonie ci induce a credere che una sposa avvolta dal giusto profumo sentirà e quindi emanerà meglio l’armonia e la sensibilità che un’occasione come il matrimonio richiede. Sapersi profumare è un’arte; ad esempio, non è raccomandabile (anche se la maggior parte delle donne lo fa) spruzzarne sul collo e sul decollete perché gli effluvi, salendo, annullano il senso dell’olfatto. Invece, risulta molto efficace profumare quelle parti del corpo più calde, grazie al passaggio sanguigno: nuca, dietro le orecchie, polsi, nella piega delle braccia e dietro le ginocchia. Per quanto riguarda la scelta, è risaputo che la stessa fragranza acquista sfumature differenti in base alla persona; pertanto è meglio non rischiare, adoperando un profumo mai usato prima, proprio il giorno del matrimonio. Il profumo, infatti, è un’arma di seduzione e per tale motivo le più furbe dovrebbero utilizzare quello preferito dal loro sposo, oppure quello che portavano il giorno del primo bacio. Inoltre, se la cerimonia avverrà di giorno, è preferibile indossarne uno dall’aroma fresco, con un tocco agrumato; per la sera, uno dalle note olfattive più intense. Un matrimonio, poi, suscita nei diretti interessati forti emozioni e in alcuni casi ciò può comportare un aumento della traspirazione corporea. Onde evitare spiacevoli inconvenienti, si incaricherà un’amica o una persona di fiducia di portarne con sé una bottiglia di “scorta” nella borsetta! Ad ogni momento libero, si può approfittare per qualche ritocco; con le dita se ne spargerà un po’ sulla nuca e l’effetto sarà quello di tranquillizzare la sposa e mantenerla fresca per il resto della giornata. Infine, un consiglio: il profumo scelto per le nozze resterà importante per la coppia per tutta la vita, carico come sarà di ricordi… Romantico, suggestivo e seducente sarà utilizzarlo nei momenti più belli…

E allo sposo chi ci pensa?

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op-matices01Si parla tanto dell’abito della sposa, ma anche la sua dolce metà, per quel giorno, è giusto che sia al massimo. Per quanto riguarda l’abbigliamento, in realtà, non vi è molta scelta: o il tight (sempre più di moda) o il vestito (giacca e pantalone). Il frac è meno adeguato nei matrimoni, a meno che il ricevimento non si svolga dalle sei del pomeriggio in poi. E, anche se tradizione vuole che gli sposi non vedano l’abito dell’una o dell’altro prima del grande momento, è bene comunque che una terza persona faccia da tramite per accertarsi che lo stile di entrambi non sia troppo discordante! Il tight è più classico e più elegante, adatto ai matrimoni un po’ più formali. La giacca è larga, meglio se di colore grigio antracite, abbottonata con un solo bottone,i pantaloni sono dello stesso colore con righine nere, il gilet è grigio. Sulla cravatta ci si può sbizzarrire giocando con le fogge e con i colori: se si preferisce spezzare un po’ l’austerità del tight, si può optare per cravatte dai colori vivaci, come un arancio o una allegra tonalità di viola. Per “rallegrare” il tutto, è concesso sostituire anche il classico gilet grigio con uno di un altro colore, magari con motivi fantasiosi. Il vestito classico è il capo d’abbigliamento più scelto dai futuri sposi. Naturalmente non può essere quello comunemente usato tutti i giorni; questo deve sapersi distinguere per eleganza e soprattutto per la qualità. Anche in questo caso si può divertire con i dettagli, con cravatta e gilet colorati o a pois. Il tutto deve avere sempre però come effetto finale un’impressione di eleganze e raffinatezza. C’è poi chi invece sceglie il frac che, come abbiamo detto, etichetta vuole che si indossi solo di sera e solo se tutta l’ambientazione è particolarmente formale. Ovvero dovrebbero indossarlo anche gli invitati, ed è per questo che solitamente esso viene indossato da esponenti di famiglie particolarmente benestanti o dalle nobili origini. Il frac si distingue dal tight perché la coda della giacca è a punta invece che rotonda e non vi si abbina la cravatta, ma il papillon nero e grande. In ogni caso, quale che sia l’abito che si sceglie, da non dimenticare sono i gemelli, la cintura e il fiore da mettere nel taschino o all’occhiello. Per gli sposi più raffinati non possono mancare cappello e guanti. Le scarpe devono essere sempre nere, mai marroni, con punta rotonda e lacci per il tight e a punta stretta meno formale per il vestito; i calzini neri, larghi e rigorosamente di seta.

Lo stress, un grande nemico

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descansarTra scelta del ristorante, del vestito, delle bomboniere… la pressione spesso sale a livelli indicibili e il risultato è che si arriva al giorno del matrimonio tesi come corde di violino. Affinché lo stress non rappresenti un problema in più da affrontare in momenti così delicati, è bene che lo si cerchi di stemperare giorno per giorno con piccoli, semplici consigli. Prima di tutto il dormire; ad una lunga dormita non sempre corrisponde un effettivo riposo ristoratore. Perché realmente si possano trarre benefici da alcune ore di sonno è necessario fare in modo che determinate condizioni siano attuate. I colori della stanza da letto dovrebbero essere più chiari possibile, meglio tinte pastello che un bianco accecante; nella camera inoltre deve regnare il silenzio assoluto e ogni fonte di luce annullata. Anche cuscino e materasso fanno, naturalmente la loro parte: il primo è preferibile che non sia troppo vecchio (è raccomandabile cambiarlo almeno ogni dieci anni), il secondo non troppo soffice. Le cene, poi, dovrebbero essere sempre leggere, per evitare notti insonni a prendere bicarbonato o altro per digerire. Ma, fondamentale, è salvaguardare la mente: non pensare sempre al matrimonio, ma regalarsi piccoli spazi tutti per sé: fare esercizi di respirazione e meditazione, praticare sport anche leggeri, come una corsetta in bici o a passo svelto. E poi, perché non andare ogni tanto a ballare con le amiche, andare al cinema, gustarsi la lettura di un buon libro tenendo così la mente occupata con altri pensieri che non riguardino i preparativi delle proprie nozze? Infine, no a troppo caffè, cioccolata e sale in eccesso: tutti alimenti che influiscono sullo stato d’animo. Meglio tè, tisane o rimedi omeopatici.