Posted on 07 febbraio 2010
Tags: diego russo, fotografi napoli, primo piano

fotografie matrimonio a napoli di Diego Russo
Diego Russo, uno dei fotografi di Napoli più apprezzati e che da tempo produce immagini di grande qualità e raffinatezza. Le sue fotografie sono vivide di colori e gli sposi risultano sempre bellissimi. Si, perchè il giorno delle nozze per unfotografo è fondamentale valorizzare le caratteristice dei suoi modelli per un giorno. Così Diego si distingua dalla gran parte dei professionisti campani dando sempre qualcosa in più. Anche la postproduzione dei suoi lavori è curata nei minimi particolari con composizioni e fotolibri realizzati con uno stile asciutto ed elegante. Infatti, oltre a lavorare come fotografo da tanti anni, Diego russo si è specializzato nella grafica fotografica con particolare attenzione nel settore cerimoniale. Insomma un fotografo a tutto tondo che vale la pena di conoscere prima di scegliere il fotografo per le proprie nozze.
Posted on 02 dicembre 2009
Tags: fotografo, primo piano
Se cerchi un fotografo matrimonio oltre che molto bravo anche simpatico e con tanto buon umore un cosiglio cade sicuramente sullo studio di Napoli New Focus Fotografi.
Massimo Errico e suo fratello Maurizio sanno infatti fondere insieme simpatia e professionalità, allegria ed esperienza senza mai perdere di vista la cosa più importante, quella di consegnare un servizio fotografico che restituisca tutte le emozioni del giorno più bello.
La sposa immortalata dai fotografi di new focus è infatti sempre solare e piena di idee bizzarre. Le foto più famose restano ben impresse nella memoria, come i controluce con gli ombrelli colorati, le bellissime siluette, i giochi con scritte, anelli e smorfie.
Per noi il fotografo matrimonio che meglio sa creare un’atmosfera leggera e rilassata con la sua sposa merita un punto di attenzione in più. Per questo siamo contenti di segnalere le foto di matrimonio di massimo e maurizio errico.
per info e contatti http://www.newfocus.it/
Posted on 21 settembre 2009
Tags: bellezza, dieta matrimonio, dieta nozze, dieta sposa, primo piano
Perché il proprio matrimonio sia indimenticabile e perfetto le future spose spesso sono disposte davvero a tutto, anche a volte a gesti esagerati. Uno di questi riguarda spesso la forma fisica nella quale le ragazze, poco prima del matrimonio, si ritrovano. A volte lo stress, invece di “asciugare” fianchi e pancia causa dei rigonfiamenti: molte donne sfogano la propria tensione mangiando. Così si ritrovano con qualche chilo di più in posti indesiderati e per avere una forma perfetta il giorno del proprio matrimonio si sottopongono a vere e proprie torture. Diamo allora qualche suggerimento affinché le future spose non debbano soffrire troppo: è importante che quel giorno si sia radiose e serene. Ci sono varie strategie, che riguardano sia l’alimentazione che lo stile di vita, che possono aiutare a ridurre l’apporto di calorie e ad aumentare il consumo di energie, quindi di perdere peso. Conviene consumare almeno cinque pasti al giorno: oltre a colazione, pranzo e cena, è bene fare due spuntini verso le undici del mattino e le cinque del pomeriggio. Ciò per evitare che si arrivi al pasto successivo con troppa fame. Lo zucchero si può sostituire con il dolcificante come saccarina o aspartame. Naturale poi evitare quegli alimenti che non solo sono molto calorici ma contengono poche sostanze nutritive come i dolci, pasticcini, gelati e bibite gasate e alcoliche. Ridurre il consumo di cibi fritti e di grassi saturi come quelli del burro, della panna, della pancetta e in generale delle carni grasse e degli insaccati, del latte intero. L’acqua deve essere la bibita principale: anche i succhi di frutta, infatti contengono molti zuccheri, meglio alternare con bevande come the, camomilla o succhi senza zucchero. Prediligere alimenti ricchi di fibre come verdure, frutta, legumi e cereali. Anche i metodi di preparazione dei cibi è importante: cercare di evitare condimenti troppo ricchi e preferire alla frittura cotture al vapore o al forno. Mangiare piano gustando e assaporando tutti i pasti aiuta nella digestione e soprattutto innesca un favorevole meccanismo psicologico per il quale si ha la sensazione che la porzione sia più grande del reale. Fare la spesa da sazie è un altro utile consiglio; provare per credere: carrelli più vuoti e portafogli più contenti! Infine, un suggerimento purtroppo poco seguito da tante persone: l’esercizio fisico è il migliore alleato per una splendida forma; spesso però soldi e tempo a disposizione non consentono l’iscrizione ad una palestra. per questo bisogna cercare di sfruttare tutti i momenti per muoversi un po’: scendere qualche fermata prima dalla metro per camminare un po’ di più o non usare l’ascensore. Indipendentemente da tutto ciò, la cosa migliore resta sempre quella di consultare un esperto, come un dietista o un nutrizionista.
Posted on 21 settembre 2009
Tags: da sapere, disposizione invitati, etichetta matrimonio, primo piano, tavoli matrimonio
Scegliere la disposizione degli invitati a tavola è un’incombenza molto importante che non deve lasciare niente al caso, anzi, deve essere pianificata al dettaglio. Bisognerà dedicarvi molto tempo, ma dall’impegno profusovi dipenderà un buon risultato. Per cominciare è necessario chiudere in tempo la lista degli invitati per evitare sorprese dell’ultima ora che rovineranno tutta la sistemazione. Pertanto, anche a costo di essere insistenti, bisogna chiedere a parenti e amici dubbiosi di affrettarsi il più possibile a dare una risposta. E, “la storia insegna”, che anche così spesso ci si ritroverà con qualche invitato in meno o in più! Una volta chiusa la lista, bisogna studiare una strategia per la disposizione dei posti. Si divideranno gli invitati in diversi gruppi tra familiari e amici, giovani e anziani, più simpatici e più “musoni”. A questo punto gli sposi dovranno sapientemente miscelare i propri ospiti, in modo che essi non si annoino troppo o che non siano costretti a trascorrere la giornata con persone troppo distanti per età o atteggiamenti. L’ideale è che la tavola sia rotonda e non troppo grande, per sei, massimo dieci persone; ciò naturalmente dipende dal ristorante. Una situazione maggiormente raccolta permetterà a tutti i convitati dello stesso tavolo di interagire tra loro, non dovendosi limitare nessuno a chiacchierare con le sole persone ai lati. L’etichetta imporrebbe che all’importanza dell’invitato corrisponda la vicinanza al tavolo degli sposi: naturalmente questo punto suole essere motivo di polemica tra i vari familiari i quali, posizionati troppo lontani potrebbero sentirsi discriminati. Se non è possibile accontentare tutti, allora si dovrà spiegare, durante il ricevimento, ai diretti interessati il motivo per il quale si è scelta quella collocazione. Altra “regola” vuole che si alternino tavoli con persone divertenti e giocherellone con altri occupati da invitati un po’ più seri: l’allegria dovrebbe contagiare man mano tutti! D’altra parte è anche vero che se gli sposi desiderano un ricevimento formale è bene che frenino le intemperanze dei soliti amici: se questi ultimi sono davvero tali non ne avranno sicuramente a male. I tavoli rettangolari sono più complicati per la disposizione: a questo punto si può semplicemente segnare su un classico cartoncino i nomi e collocarlo al centro della tavola: ognuno poi sceglierà dove sedersi. Lo spazio tra un tavolo e l’altro è bene che non sia troppo stretto per facilitare la circolazione; ma è anche importante che non ci sia un’eccessiva distanza tra essi: si rischia di dare a tutto l’ambiente un’aria troppo seria e distaccata. Scambiare qualche chiacchiera anche con l’invitato al tavolo accanto può risultare piacevole e contribuisce a conferire un’aria di festa e di gioia. Infine, se gli sposi hanno amiche o amici che desiderano vedere finalmente “accoppiati” e hanno anche già pensato ad un possibile candidato, niente di meglio che invitarli a sedere uno accanto all’altra. Si dice infatti che se ad un matrimonio due persone si conoscono e a loro volta convolano a nozze, le unioni di entrambe le coppie saranno felici e prospere per sempre.
Posted on 14 settembre 2009
Tags: da sapere, damigelle d'onore, entrata in chiesa sposa, etichetta matrimonio, idee per il tuo matrimonio, matrimonio, organizza il tuo matrimonio, paggetti matrimoni, primo piano, testimoni nozze
Gli sposi sono gia pronti nelle loro case. La sposa ha atteso alle varie superstizioni: indossa qualcosa di nuovo, di vecchio, di prestato e di blu; lo sposo, dal canto suo, non ha mai visto l’abito della sua futura moglie. Lo sposo arriverà in chiesa con sua madre e dovrà farlo almeno venti minuti prima dell’ora stabilita per l’inizio della celebrazione: potrà così ricevere e salutare con calma tutti gli invitati. Come tradizione impone la sposa giungerà più tardi, ma non troppo: ritardi prolungati mettono ansia allo sposo e possono far spazientire prete e ospiti. Per l’entrata in chiesa esistono due tipi di “protocollo”. Una è la “comitiva”: si forma una sorta di processione che cammina al ritmo della musica, aperta dalle damigelle d’onore (se ci sono), seguita dalla sposa al braccio sinistro del padre, i paggetti, lo sposo con la madre, la madre della sposa e il padre dello sposo, i testimoni, i parenti e quindi tutti gli altri invitati. Oppure: lo sposo aspetta all’altare. Precedentemente egli è entrato in chiesa con la madre, senza musica e si è posizionato di fronte all’altare e la madre si è collocata alla sua sinistra. Gli invitati erano già in chiesa; attacca la musica e dopo un po’ la sposa fa la sua entrata trionfale al braccio sinistro del papà. I paggetti possono stare dietro o davanti, anche se la seconda opzione è da preferire: meglio tenerli d’occhio! Esistono poi delle variazioni possibili per entrambi i casi: nella “formazione” a comitiva, il sacerdote può aprire la processione o aspettare tutti all’altare; nel secondo caso, qualcuno che non sia la madre dello sposo può accompagnare quest’ultimo all’altare. Una variazione molto elegante riguarda la sposa accompagnata dal padre. Invece di camminare una sotto il braccio dell’altro si può fare in questo modo: la sposa regge con entrambe le mani il bouquet e il padre le poserà la mano sinistra sul braccio destro, tra il polso e il gomito. La sposa sarà più avanti del padre di un passo e il loro camminare sarà comunque coordinato e a tempo. Giunti all’altare il padre prende la mano della sposa e la “affida” alla mano del futuro marito, pronunciando, se lo vuole, alcune parole di auguri e benedizione. È a questo punto che, se la sposa porta il velo davanti al volto, lo sposo deve toglierglielo e baciarle la fronte. Quale che sia la forma con la quale si arriverà all’altare la posizione di sposi e testimoni sarà la seguente: lo sposo, alla sua sinistra la sposa, e i loro familiari più stretti ai lati. Anche i testimoni si posizionano ai lati, anche se in alcuni matrimoni sono notevolmente distaccati e hanno accanto il proprio consorte, lasciando così la coppia al centro in evidenza, da sola. Nella maggioranza dei casi, sposi e testimoni danno le spalle agli invitati; per ovviare a tale inconveniente gli sposi e i testimoni dovrebbero cercare di posizionarsi il più possibile di profilo rispetto ad un lato dell’altare, ma purtroppo questo non è sempre possibile.
Posted on 11 settembre 2009
Tags: matrimonio induista, matrimonio napoli, matrimonio religione, primo piano, rito, rito matrimonio, rito nozze
Basato su una serie di pratiche sociali-religiose e di credenze che risalgono al 2000 a.C., il rito del matrimonio si esplica nel simbolo dell’unione rappresentata dalla samskara, cioè la fiducia sacra. Nel matrimonio, così come in tutte le manifestazioni della vita degli induisti, sono presenti i due pilastri fondamentali di questa religione: la reincarnazione e l’universalismo. Tutta la cerimonia gira intorno al brahmano, la massima autorità religiosa: l’induismo, infatti, crede nell’assoluto potere del dio Brahman. La cerimonia si svolge prestando attenzione a tutta una seria di simboli e pratiche che hanno come scopo quello di dare alla coppia insegnamenti circa la loro vita futura insieme. I rituali di base di questa cerimonia sono: l’offerta al fuoco, solitamente di chicchi di grano (simbolo di un nuovo nucleo familiare che nasce) e i sette giri intorno al fuoco che i due sposi dovranno compiere con le loro vesti legate e intrecciate. Fatti i sette giri, avviene il canto del mantra e si leggono alcuni testi sacri per invocare le benedizioni per l’unione della coppia. Alla grande ricchezza spirituale e simbolica di questa cerimonia corrisponde un’altrettanta ricchezza materiale e di colori degli abiti degli sposi. La sposa veste spesso di rosso, con tanti ricami in filo d’oro e indossa tanti gioielli e perle di vetro. Lo sposo indossa l’abito della festa in cotono e ricamato. Al momento del loro incontro gli sposi si scambiano una corona di fiori, leggono alcuni passi sacri e a questo punto spesso si donano l’un con l’altra diversi amuleti. Lo sposo, come segno di accettazione della sua donna, pone una collane di fiori intorno al collo della sposa, come simbolo di fedeltà e di felicità. Inoltre, per indicare il nuovo stato di donna sposata, l’uomo tinge con un po’ di polvere rossa i capelli della donna. Una volta “ufficialmente” sposati, gli sposi vengono salutati e festeggiati dagli invitati con il beneaugurante lancio del riso, simbolo di prosperità.
Posted on 10 settembre 2009
Tags: abiti, abiti matrimonio, accessori matrimonio uomo, frac matrimonio, matrimonio napoli, nozze napoli, primo piano, tight matrimonio napoli, vestito sposo napoli, vestito uomo matrimonio
Si parla tanto dell’abito della sposa, ma anche la sua dolce metà, per quel giorno, è giusto che sia al massimo. Per quanto riguarda l’abbigliamento, in realtà, non vi è molta scelta: o il tight (sempre più di moda) o il vestito (giacca e pantalone). Il frac è meno adeguato nei matrimoni, a meno che il ricevimento non si svolga dalle sei del pomeriggio in poi. E, anche se tradizione vuole che gli sposi non vedano l’abito dell’una o dell’altro prima del grande momento, è bene comunque che una terza persona faccia da tramite per accertarsi che lo stile di entrambi non sia troppo discordante! Il tight è più classico e più elegante, adatto ai matrimoni un po’ più formali. La giacca è larga, meglio se di colore grigio antracite, abbottonata con un solo bottone,i pantaloni sono dello stesso colore con righine nere, il gilet è grigio. Sulla cravatta ci si può sbizzarrire giocando con le fogge e con i colori: se si preferisce spezzare un po’ l’austerità del tight, si può optare per cravatte dai colori vivaci, come un arancio o una allegra tonalità di viola. Per “rallegrare” il tutto, è concesso sostituire anche il classico gilet grigio con uno di un altro colore, magari con motivi fantasiosi. Il vestito classico è il capo d’abbigliamento più scelto dai futuri sposi. Naturalmente non può essere quello comunemente usato tutti i giorni; questo deve sapersi distinguere per eleganza e soprattutto per la qualità. Anche in questo caso si può divertire con i dettagli, con cravatta e gilet colorati o a pois. Il tutto deve avere sempre però come effetto finale un’impressione di eleganze e raffinatezza. C’è poi chi invece sceglie il frac che, come abbiamo detto, etichetta vuole che si indossi solo di sera e solo se tutta l’ambientazione è particolarmente formale. Ovvero dovrebbero indossarlo anche gli invitati, ed è per questo che solitamente esso viene indossato da esponenti di famiglie particolarmente benestanti o dalle nobili origini. Il frac si distingue dal tight perché la coda della giacca è a punta invece che rotonda e non vi si abbina la cravatta, ma il papillon nero e grande. In ogni caso, quale che sia l’abito che si sceglie, da non dimenticare sono i gemelli, la cintura e il fiore da mettere nel taschino o all’occhiello. Per gli sposi più raffinati non possono mancare cappello e guanti. Le scarpe devono essere sempre nere, mai marroni, con punta rotonda e lacci per il tight e a punta stretta meno formale per il vestito; i calzini neri, larghi e rigorosamente di seta.