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Il matrimonio induista

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tb_boda hinduBasato su una serie di pratiche sociali-religiose e di credenze che risalgono al 2000 a.C., il rito del matrimonio si esplica nel simbolo dell’unione rappresentata dalla samskara, cioè la fiducia sacra. Nel matrimonio, così come in tutte le manifestazioni della vita degli induisti, sono presenti i due pilastri fondamentali di questa religione: la reincarnazione e l’universalismo. Tutta la cerimonia gira intorno al brahmano, la massima autorità religiosa: l’induismo, infatti, crede nell’assoluto potere del dio Brahman. La cerimonia si svolge prestando attenzione a tutta una seria di simboli e pratiche che hanno come scopo quello di dare alla coppia insegnamenti circa la loro vita futura insieme. I  rituali di base di questa cerimonia sono: l’offerta al fuoco, solitamente di chicchi di grano (simbolo di un nuovo nucleo familiare che nasce) e i sette giri intorno al fuoco che i due sposi dovranno compiere con le loro vesti legate e intrecciate. Fatti i sette giri, avviene il canto del mantra e si leggono alcuni testi sacri per invocare le benedizioni per l’unione della coppia. Alla grande ricchezza spirituale e simbolica di questa cerimonia corrisponde un’altrettanta ricchezza materiale e di colori degli abiti degli sposi. La sposa veste spesso di rosso, con tanti ricami in filo d’oro e indossa tanti gioielli e perle di vetro. Lo sposo indossa l’abito della festa in cotono e ricamato. Al momento del loro incontro gli sposi si scambiano una corona di fiori, leggono alcuni passi sacri e a questo punto spesso si donano l’un con l’altra diversi amuleti. Lo sposo, come segno di accettazione della sua donna, pone una collane di fiori intorno al collo della sposa, come simbolo di fedeltà e di felicità. Inoltre, per indicare il nuovo stato di donna sposata, l’uomo tinge con un po’ di polvere rossa i capelli della donna. Una volta “ufficialmente” sposati, gli sposi vengono salutati e festeggiati dagli invitati con il beneaugurante lancio del riso, simbolo di prosperità.

Il matrimonio musulmano

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musulmanRiprendiamo il viaggio nelle tradizioni religiose e su come esse impongano che si celebri il matrimonio.
Il rito musulmano deve essere officiato dall’Iman, una sorta di capo religioso e a volte anche politico. La tradizione, così come quella cattolica, prevede che tutti i preparativi della sposa non siano visti dal suo futuro marito prima che il matrimonio venga celebrato, pena una lunga cattiva sorte. Gli uomini, a differenza delle donne, possono sposarsi anche con donne cristiane o ebree poiché entrambe le religioni si fondano su un libro rivelato; con unioni di questo tipo è assicurata comunque la tradizione. Anche nel rito musulmano è prevista la presenza di una sorta di “testimone” che oltre a siglare il certificato di matrimonio insieme allo sposo, ha il compito di proferire alcune parole beneauguranti durante la funzione. E’ noto inoltre che la religione musulmana permette agli uomini di contrarre matrimoni con più donne: questa pratica però è sempre più rara. Così come sta scomparendo il costume della “negoziazione”: in pratica il rito prevederebbe che la decisione del matrimonio avvenga tra due uomini: il futuro sposo e un parente stretto della ragazza, in genere il padre o un fratello. Ciò che ancora resta in piedi è l’usanza della dote; quest’ultima deve consistere in un patrimonio abbastanza ricco fatto di soldi, gioielli e altro che garantisca in parte la sicurezza economica della futura famiglia. E’ scritto proprio nel Corano che la dote debba servire alla sposa nel caso in cui la coppia si separi. Per quanto riguarda il rito è necessario che i due fidanzati si presentino con tre testimoni davanti ad un notaio e lì si sigla il contratto matrimoniale. Secondo la legge islamica da questo momento la coppia è unita legalmente e spiritualmente, anche se il matrimonio religioso non è stato ancora celebrato in moschea con l’Iman. Ciò avverrà da tre giorni a una settimana dopo, quando cioè la sposa avrà provveduto a tutti i preparativi e quando un parente dello sposo andrà a casa sua a prenderla per portarla in moschea. La festa del matrimonio durerà circa una settimana: solitamente essa avviene presso l’abitazione di uno dei due sposi, ma è permesso che essa si svolga anche in un luogo pubblico come un hotel o un ristorante.

Il matrimonio ebraico

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ceremonia-judiaL’amore, si sa, non ha confini, né età, né, ovviamente, credo religioso. L’amore è un sentimento universale, provato a tutte le latitudini in egual modo. I cuori dei futuri sposi battono tutti allo stesso modo; i riti che sanciscono, i matrimoni, possono essere invece molto diversi tra loro. Oggi parleremo del matrimonio ebraico. Nel Genesi si legge “E chiamarono Rebecca e le dissero:”Vuoi partire con quest’uomo?” Ed ella rispose: “Sì, partirò”. E poi “E Isacco introdusse Rebecca nella tenda ch’era stata di sua madre Sara; si prese in moglie Rebecca e l’amò; così Isacco si consolò dopo la morte della madre”. Ecco quindi narrata la “prima cronaca matrimoniale” della tradizione ebraica. Il matrimonio ebraico sancisce la sacralità dell’unione; il rispetto deve essere mutuo ed esso è la base di tale unione. Uomo e donna sono uguali davanti a Dio e all’interno della propria casa; lui infatti deve dichiarerà alla moglie: “Io ti servirò, ti onorerò, ti proteggerò secondo l’usanza dei mariti ebrei che servono, onorano e proteggono le loro mogli con fedeltà”. La legge religiosa proibisce le unioni tra consaguinei e tra la Bibbia e il Talmud si ritrovano quarantadue tipi di parentela, i cui appartenenti devono astenersi dal matrimonio. Ciò ovviamente è prescritto per evitare problemi di salute ai discendenti. La celebrazione del matrimonio avviene o in sinagoga o a casa di uno degli sposi. In entrambi i casi deve essere allestito una sorta di gazebo (jupa) con veli bianchi sotto al quale devono avvenire tutte le promesse. Il primo a sistemarsi sotto la jupa è l’uomo accompagnato dai suoi genitori o dai suoi padrini. E poi la sposa accompagnata anch’essa da genitori o padrini. Il rabbino li accoglie con una benedizione e con un sermone adatto all’occasione. In seguito pronuncerà un’altra preghiera con una coppa di vino in una mano: dopo lo scambio degli anelli, entrambi gli sposi berranno dal calice, simbolo della loro futura condivisione di vita. A questo punto si legge la Ketuba, cioè il documento matrimoniale religioso che dispone gli obblighi e i diritti della coppia. Si passa poi alla declamazione, sempre da parte del rabbino, delle sette benedizioni che egli pronuncia con un’altra coppa di vino in mano dalla quale per la seconda volta gli sposi berranno insieme. Terminate le benedizioni, lo sposo, per un’antica tradizione romperà un bicchiere. Tale usanza vuole ricordare la distruzione del Tempio. Ma la tradizione popolare affida al gesto un altro ricordo: secoli fa, durante un matrimonio, gli ospiti avendo ecceduto con il vino, cominciavano ad essere troppo turbolenti. Per riportare tutti alla calma, il padre della sposa, un rabbino dotto e pio, ruppe un vaso di porcellana affinché tutti tornassero alla moderazione.

A Napoli la Sinagoga si trova in Vico Santa Maria a Cappella Vecchia, 31. Il numero di telefono è 081 764 3480.

Un matrimonio… civile

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rito-civileSempre più coppie scelgono di ufficializzare la propria unione con il rito civile; a volte si tratta di una decisione presa in piena libertà, essendo i futuri coniugi atei o contrari a dogmi o precetti cattolici; altre volte, invece, ci si trova “costretti” se uno o entrambi i partners sono stati già sposati. Il matrimonio in Comune è comunque altrettanto bello ed emozionante e, se vissuto nella maniera giusta, resta un incantevole ricordo non solo per gli sposi, ma anche per gli amici e i conoscenti. Inoltre molti uffici comunali si trovano in palazzi d’epoca, in castelli o in antiche residenze signorili che conferiscono al tutto un’atmosfera davvero particolare. Gli sposi napoletani, ad esempio, possono usufruire dell’imponente quanto magnifico Maschio Angioino, luogo perfetto anche per eventuali foto ricordo, immerso com’è in un suggestivo contesto dato dai prati antistanti e dal mare poco lontano. Il rito solitamente si svolge di mattina, ma previa consultazione con l’ufficio competente ci si può accordare anche per un incontro pomeridiano. Ciò concilia soprattutto con le esigenze di quelle coppie che amano cerimonie non troppo lunghe e che potranno così offrire, magari nello stesso Palazzo Comunale, un veloce rinfresco per gli invitati.

Organizzasposi un servizio di ultima generazione per l’evento più tradizionale

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Organizzaposi.it è la risorsa più completa oggi disponibile online per l’organizzazione di un matrimonio
L’organizzazione del proprio matrimonio è un’impegno non trascurabile al quale,  nella maggior parte dei casi , sono chiamati a rispondere i soggetti in assoluto meno indicati.
I futuri sposi, infatti, spesso non hanno nessuna esperienza in moltissime delle questioni nelle quali sono chiamati a valutare, a confrontare e  a decidere.
Si è infatti chiamati a decidere su  infiniti problemi relativi alla scelta degli addobbi, alla definizione del menu , alla scelta degli abiti e degli accessori e così via. In ciascuno di questi settori sarebbe necessario avere un minimo di competenza e le idee almeno un po’ chiare su quanto viene proposto e illustrato dai vari fornitori. Ma questo significherebbe avere un minimo di esperienza e competenza in campo di cucina e catering, moda, florovivaistica, arredo e architettura d’interni , riprese video-fotografiche e così via…..
Come se non bastasse, poi, bisogna anche preoccuparsi di infiniti dettagli organizzativi e logistici, tenere sotto controllo moltissimi fattori e moltissimi processi, gestire contatti con molti interlocutori e fornitori e soprattutto ….. non perdere mai la testa!  Fino a qualche tempo fa tutto ciò veniva affrontato dai  futuri sposi contando esclusivamente sul proprio entusiasmo, sulle proprie energie e, a volte,  sull’aiuto  di qualche amico o parente disponibile. Era comunque richiesto un grande impegno materiale e  molto tempo da dedicare a ogni attività.
Oggi non è  più così
Il portale Organizzaposi.it mette a disposizione di tutti gli iscritti una serie di risorse e di programmi specificamente sviluppati per rispondere alle esigenze dei futuri sposi ed aiutarli nel risolvere i propri problemi.
Ogni strumento è stato studiato specificamente per essere potente, utile e di facile utilizzo.  Si va così dalla gestione del calendario e degli appuntamenti, ai software di supporto decisionale per le scelte dei fornitori da incaricare, ai database per la gestione della lista degli invitati.
Ci siamo posti  non solo l’obiettivo di rendere tutto immediatamente fruibile , lavorando molto sulla struttura del sito e sulla grafica in modo da rendere gli strumenti accessibili a chiunque,  ma anche di mettere in connessione tra loro gli strumenti disponibili e potenziare al massimo le possibilità offerte dalla rete, consentendo l’esecuzione di tutta una serie di attività completamente in automatico e via mail.
Il sito e le sue funzionalità sono illustrate nel dettaglio in  una sezione di  help e da video manuali che ne dimostrano le potenzialità e gli utilizzi concreti “in presa diretta”.Buona navigazione!

Mario Tomasone
ideatore di organizzaposi.it

matrimonio con rito civile

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Il matrimonio civile è sempre di più una soluzione praticata da molti giovani. La location preferita resta il maschio angioino (castel nuovo). ma prima di pensare al “dove”, ecco qualche informazione sul “come”.

Il primo passo è recarsi all’ufficio di stato civile del proprio comune per fissare un appuntamento per l’apertura della pratica. L’iter è abbastanza semplice, i documenti da presentare pochi. I futuri sposi dovranno presentarsi presso l’ufficio di stato civile con loro l’atto di nascita, il certificato contestuale che comprende residenza, stato libero e cittadinanza e il congedo militare o documento analogo se il futuro sposo non ha ancora 26 anni. In quell’occasione verrà firmata una formale richiesta di “pubblicazioni”. Successivamente, i fidanzati verranno chiamati a prestare il giuramento di matrimonio ed a completare la pratica preliminare al matrimonio civile. Tale promessa si concretizzerà con per 8 giorni giorni, alla Porta della Casa Comunale dei comuni di residenza di entrambi i futuri sposi, delle “pubblicazioni”, recanti le complete generalità dei promessi e il luogo di celebrazione delle nozze. Naturalmente questa pratica ha una finalità ben precisa, far conoscere a tutti le intenzioni dei due fidanzati e permettere a chiunque conosca motivi gravi per impedire il matrimonio di intervenire in tempo. Infatti passati 4 giorni dal termine delle pubblicazioni, l’ufficiale civile potrà disporre che si celebri il matrimonio entro 180 giorni dalla scadenza della pubblicazione, pena la decadenza di validità dei documenti.
L’unione celebrata in municipio non esclude un’atmosfera suggestiva e sentimentale. Il rito rispetta una serie di regole molto semplici. Il padre accompagna la sposa sotto braccio fino al tavolo del consigliere comunale dove c’è lo sposo che attende il suo arrivo. Gli invitati si disporranno come da tradizione: i parenti e gli amici dello sposo sulla destra, quelli della sposa sulla sinistra.
Non certo meno sentito di quello religioso, oggi si presta molta attenzione anche nell’organizzare il rito civile, dalla ricerca della location, agli allestimenti e gli addobbi. A Napoli sono diversi i luoghi designati, ma molti sposi scelgono di sposarsi nella “Sala della Loggia” del Maschio Angioino in una cornice di grande effetto.

Coloro che intendono usufruire del servizio saranno indirizzati dalle Municipalità di appartenenza alla Municipalità di Chiaia – S. Ferdinando – Posillipo – Ufficio Matrimoni.
Il responsabile dell’ufficio di Stato Civile: Sig.ra Carmela De Miccoli (081 7950506).
I Responsabili Ufficio Matrimoni: Sig.ra Silvana Sferrazza ( 081 7950507) – Sig.Massimo Caner (0817950546).
Eventuali informazioni possono essere richieste anche all’indirizzo municipalita1@comune.napoli.it o sul sito del comune di Napoli.
Molti comuni mettono a disposizione degli sposi anche altre strutture cittadine come antichi palazzi storici o luoghi di interesse architettonico. A S. Maria C.V. a Caserta, è possibile sposarsi al teatro Garibaldi. Vedrete che le soluzioni sono veramente tante.