Posted on 09 febbraio 2012
Tags: testimoni matrimonio, testimoni nozze
Nel giorno del proprio matrimonio i protagonisti indiscussi dell’evento saranno senza dubbio i due novelli sposi, ma ci sono alcune figure fondamentali, senza le quali nessuna cerimonia potrebbe avere luogo: i testimoni di nozze.
Sono molti i compiti, alcuni formali, altri meno, che i testimoni di nozze devono assolvere sia durante il grande giorno, sia nell’organizzazione del matrimonio stesso.
Dal punto di vista legale, è necessaria la presenza di un numero minimo di due testimoni, uno per parte, che appongano le loro firme sul registro di nozze per confermare la validità dell’unione appena sancita; nonostante ciò, l’usanza maggiormente diffusa nel nostro paese prevede che i testimoni di nozze siano quattro, due per la sposa e due per lo sposo.
La tradizione vuole, in molte regioni d’Italia, che siano proprio i testimoni a regalare alla coppia le fedi nuziali, che ovviamente saranno scelte in prima persona dagli sposi e pagate successivamente dai testimoni stessi. Durante la cerimonia religiosa poi, spesso almeno uno dei testimoni sarà incaricato di leggere uno dei brani scelti dagli sposi per la celebrazione del rito.
Per quanto riguarda l’organizzazione delle nozze, solitamente il compito dei testimoni di nozze è quello di assistere la coppia di fidanzati nella scelta del rispettivo abito: ovviamente di questo si occuperanno esclusivamente persone dello stesso sesso, e solitamente la sposa è maggiormente propensa ad accettare la collaborazione delle proprie amiche in questo passo importantissimo.
Ai testimoni di nozze spetta poi l’onore e l’onere di organizzare la festa di addio al celibato e quella di addio al nubilato: considerando che solitamente le persone scelte per ricoprire questa importante funzione sono amici carissimi o addirittura parenti, non sarà difficile per loro studiare tutti i dettagli per dar vita ad una festa che risulti gradita all’amico prossimo al matrimonio!
Infine le figure dei testimoni vengono chiamate in causa in caso d’imprevisti o contrattempi: spetta infatti a loro accorrere per risolvere i problemi dell’ultima ora e, soprattutto, tranquillizzare lo sposo e la sposa all’avvicinarsi del momento del Sì!
Posted on 14 settembre 2009
Tags: da sapere, damigelle d'onore, entrata in chiesa sposa, etichetta matrimonio, idee per il tuo matrimonio, matrimonio, organizza il tuo matrimonio, paggetti matrimoni, primo piano, testimoni nozze
Gli sposi sono gia pronti nelle loro case. La sposa ha atteso alle varie superstizioni: indossa qualcosa di nuovo, di vecchio, di prestato e di blu; lo sposo, dal canto suo, non ha mai visto l’abito della sua futura moglie. Lo sposo arriverà in chiesa con sua madre e dovrà farlo almeno venti minuti prima dell’ora stabilita per l’inizio della celebrazione: potrà così ricevere e salutare con calma tutti gli invitati. Come tradizione impone la sposa giungerà più tardi, ma non troppo: ritardi prolungati mettono ansia allo sposo e possono far spazientire prete e ospiti. Per l’entrata in chiesa esistono due tipi di “protocollo”. Una è la “comitiva”: si forma una sorta di processione che cammina al ritmo della musica, aperta dalle damigelle d’onore (se ci sono), seguita dalla sposa al braccio sinistro del padre, i paggetti, lo sposo con la madre, la madre della sposa e il padre dello sposo, i testimoni, i parenti e quindi tutti gli altri invitati. Oppure: lo sposo aspetta all’altare. Precedentemente egli è entrato in chiesa con la madre, senza musica e si è posizionato di fronte all’altare e la madre si è collocata alla sua sinistra. Gli invitati erano già in chiesa; attacca la musica e dopo un po’ la sposa fa la sua entrata trionfale al braccio sinistro del papà. I paggetti possono stare dietro o davanti, anche se la seconda opzione è da preferire: meglio tenerli d’occhio! Esistono poi delle variazioni possibili per entrambi i casi: nella “formazione” a comitiva, il sacerdote può aprire la processione o aspettare tutti all’altare; nel secondo caso, qualcuno che non sia la madre dello sposo può accompagnare quest’ultimo all’altare. Una variazione molto elegante riguarda la sposa accompagnata dal padre. Invece di camminare una sotto il braccio dell’altro si può fare in questo modo: la sposa regge con entrambe le mani il bouquet e il padre le poserà la mano sinistra sul braccio destro, tra il polso e il gomito. La sposa sarà più avanti del padre di un passo e il loro camminare sarà comunque coordinato e a tempo. Giunti all’altare il padre prende la mano della sposa e la “affida” alla mano del futuro marito, pronunciando, se lo vuole, alcune parole di auguri e benedizione. È a questo punto che, se la sposa porta il velo davanti al volto, lo sposo deve toglierglielo e baciarle la fronte. Quale che sia la forma con la quale si arriverà all’altare la posizione di sposi e testimoni sarà la seguente: lo sposo, alla sua sinistra la sposa, e i loro familiari più stretti ai lati. Anche i testimoni si posizionano ai lati, anche se in alcuni matrimoni sono notevolmente distaccati e hanno accanto il proprio consorte, lasciando così la coppia al centro in evidenza, da sola. Nella maggioranza dei casi, sposi e testimoni danno le spalle agli invitati; per ovviare a tale inconveniente gli sposi e i testimoni dovrebbero cercare di posizionarsi il più possibile di profilo rispetto ad un lato dell’altare, ma purtroppo questo non è sempre possibile.
Posted on 31 luglio 2009
Tags: castel dell'ovo, maschio angioino, matrimonio in Comune, primo piano, rito, rito civile matrimonio, testimoni nozze
Sempre più coppie scelgono di ufficializzare la propria unione con il rito civile; a volte si tratta di una decisione presa in piena libertà, essendo i futuri coniugi atei o contrari a dogmi o precetti cattolici; altre volte, invece, ci si trova “costretti” se uno o entrambi i partners sono stati già sposati. Il matrimonio in Comune è comunque altrettanto bello ed emozionante e, se vissuto nella maniera giusta, resta un incantevole ricordo non solo per gli sposi, ma anche per gli amici e i conoscenti. Inoltre molti uffici comunali si trovano in palazzi d’epoca, in castelli o in antiche residenze signorili che conferiscono al tutto un’atmosfera davvero particolare. Gli sposi napoletani, ad esempio, possono usufruire dell’imponente quanto magnifico Maschio Angioino, luogo perfetto anche per eventuali foto ricordo, immerso com’è in un suggestivo contesto dato dai prati antistanti e dal mare poco lontano. Il rito solitamente si svolge di mattina, ma previa consultazione con l’ufficio competente ci si può accordare anche per un incontro pomeridiano. Ciò concilia soprattutto con le esigenze di quelle coppie che amano cerimonie non troppo lunghe e che potranno così offrire, magari nello stesso Palazzo Comunale, un veloce rinfresco per gli invitati.