Nonostante siano passati millenni le forme di ricevimento sono variate nel corso dei secoli. Grazie alla diversità culturale, religiosa e sociale oggi il culto del ricevimento nuziale è cambiato in ogni aspetto. Anticamente chi si sposava (non sempre per amore purtroppo) dopo il rito s’invitava tutti i parenti ed amici nella casa della sposa dove venivano appositamente allestiti, nel salone o in giardino, dei lunghi tavoli per gli ospiti dove venivano serviti dai camerieri in ordine di importanza ad esempio per prima gli sposi, i preti, poi le donne e i bambini ed infine gli uomini. Il tutto era accompagnato dai musicisti che, con i violini, intrattenevano i commensali. Di solito la festa si svolgeva per tutto il giorno fino a quando le donne accompagnavano gli sposi nella loro camera.
Intorno all’800, invece, si inizia a cambiare lo stile del matrimonio infatti, grazie al Rinascimento, ora vi si sposava per amore e da lì cambia anche il modo di intendere l’arte del ricevimento. Si cercava di dare il meglio nella cucina, inventando piatti più raffinati accompagnandoli con vini che, nel frattempo, erano migliorati. La tavola era curata nei minimi dettagli con il tovagliato impreziosito da pizzi e merletti, le posate erano assolutamente in argento così anche i sottopiatti, piatti in porcellana, candelabri e tante candele che oggi, noi Wedding Planners, usiamo molto.
Oggi invece, sia in Italia che all’Estero, il ricevimento è vissuto sicuramente come momento di convivio, tra gli invitati e gli sposi che, grazie anche alle scelte giuste delle location e ad un ottimo catering, si passano delle serate indimenticabili, ma piuttosto è diventato un momento di culto dove il palato si sposa con la scenografica pietanza. La nuova usanza, come abbiamo visto ultimamente al matrimonio di Briatore e la sua Elisabetta, è quella di prolungare il giorno delle nozze in un afterhours di tre giorni. Il banchetto nuziale è anticipato da una serata tra amici e, il giorno dopo il ricevimento, da un vero e proprio party con open bar e tanta buona musica.
Noi Italiani, amanti della buona tavola, nella primissima fase dell’organizzazione del matrimonio tendiamo scegliere in primis la location, poi la chiesa e subito dopo il catering. Quest’ultimo, come ci spiega al telefono Alessandra Cacciani Responsabile Uff. Marketing ed Eventi di “Le Bonheur Ricevimenti” di Roma, viene scelto con la massima cura dagli sposi, cercando sempre nuovi sapori, nuovi abbinamenti con un occhio anche ai costi che, all’incirca, si aggira intorno ai 90,00 Euro a pax ma che include l’allestimento della mise en place come per esempio tovagliato, piatti, bicchieri, posate ed altro ancora. Gli sposi che richiedono questo servizio provengono dal Lazio ovviamente ma per lo più dalla Sicilia e dalla Campania, regioni dive ancora vi è l’usanza di ospitare al ricevimento più di un centinaio di persone.
Un altro modo di intendere il ricevimento nuziale è la suddivisione dell’evento in tre fasi e una location che lavora in questo modo è il “Mezzatorre Resort & SPA” di Forio D’Ischia (NA) che, grazie alle sue terrazze che si affacciano sul mare, organizza un banchetto da sogno. Infatti, sia per la bellezza del luogo che del Resort, il Direttore Giovanni Sirabella ci racconta un matrimonio tipo: “Intanto, per non disturbare la quiete della clientela della SPA, chiediamo agli sposi un numero di invitati non superiore ai cento. Sulla terrazza sovrastante serviamo un aperitivo ed un primo antipasto a buffet, in modo da far socializzare gli invitati e farli sentire a loro agio, il tutto viene servito per un ora circa. Poi si passa su un’altra terrazza, la mediana, dove vengono serviti al tavolo la cena con due primi, un secondo di pesce misto, frutta e buffet di dolci. I piatti sono meticolosamente studiati nei minimi particolari, scenograficamente sono realizzati con molta fantasia ma mantenendoci sull’eleganza. La terza ed ultima parte è composta dal taglio della torta a bordo piscina, dove si crea un’atmosfera incantata grazie al gioco di luci, candele ed un paesaggio incantevole. La serata, di norma, viene conclusa entro la mezzanotte, sempre per evitare di creare disturbo alla clientela che, comunque, viene da noi per riposarsi”.
In effetti, oggi, si da molta importanza all’immagine del piatto e del suo contenuto, si nota la cura del dettaglio, della scenografia molto minimale e chic. I piatti vengono serviti agli invitati già preparati nel loro insieme ed il servizio effettuato al tavolo, con i camerieri che giravano con enormi vassoi, va pian piano scemando lasciando spazio alla creatività degli chef che possiamo anche definirli “Chef designer”, in merito alla loro tendenza di creare piatti e portate d’effetto.
Alessia Fede Luna&Miele Wedding Planner Agrigento www.lunaemiele.it

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